lunedì 22 maggio 2017

La priorità.

L'Italia è il secondo paese industriale in Europa… nonostante il deficit di competitività… Per mantenere questa posizione è necessario mettere l'economia nelle priorità del paese… e questa necessità… è una questione politica…”.
Vincenzo Boccia 
La “priorità” è già economica, essendo l’economia una forma d’interesse e, l’interesse, la questione prioritaria “qua, così”:
non a caso, infatti, la compresenza immanifesta dominante è interessata a far sì che “tutto si trasformi (senza mai cambiare nella sostanza)”. 
E, quest3, non èuna questione politica”. 
Semmai, la politica è quest3
Una politica che giunge da “chissà dove, quando, come e perché”. 
Senza parlare, poi, del “cosa (chi)” ne regge le redini, il timone, il volante o la cloche.
Eppure, nonostante tutt3, il genere umano “va avanti”, senza mai riuscire ad interrompere una “marcia sul posto”, che non lascia scampo a nulla in termini di alternativa sostanziale.
È giunto il momento di “fermare” questa macchina, perché la perfezione è proprio di questo mondo “qua, così”, non essendo stat3 lasciato nulla al caso (ma)... te ricompres3. Ossia:

Desiderio di avere, desiderio di non avere, fede


Ogni volta che vuoi qualcosa, che sia materiale o spirituale, ogni volta che fissi un obiettivo nel futuro e inizi ad adoperarti per ottenerlo, dentro di te nascono due movimenti opposti.

Uno è il desiderio di avere, l'anelito alla realizzazione materiale o spirituale.

Il secondo, e più nascosto, è il desiderio di non avere. Lester Levenson li etichettava come attaccamenti e avversioni. A uno sguardo superficiale potrebbe sembrare che il secondo debba essere eliminato e mantenuto il primo, che sia logico e razionale mantenere solo ed esclusivamente la tensione verso l'avere, eppure anche quell'attaccamento nasconde dei tranelli.

Il desiderio di avere nasconde sempre la possibilità che a volere non sia altro che una memoria, del passato, della genealogia, della cultura, della società cui appartieni.

Questo ti metterebbe nella condizione di lottare e affaticarti per qualcosa di cui non hai realmente desiderio né bisogno, e ti metterebbe nella difficile condizione di doverti sbarazzare di quello che hai desiderato tanto a lungo, una volta ottenuto.

Il desiderio di non avere nasce invece dalla struttura auto-conservativa dell'ego.

Non c’è tempo perduto…

 
Piangerai l’ora in cui piangi
che passerà troppo in fretta
come passano tutte le ore…
(Guillaume Apollinaire)

Invece di irritarci per le code, le sale d’aspetto, gli imbottigliamenti, dirci che non c’è tempo perduto, ma solo tempo vissuto. Vivere è un’opportunità che ci è stata data e un’esperienza che un giorno ci verrà tolta. Invece di voler essere già altrove, dopo, in un altro modo, cerchiamo di essere qui. Pienamente. In coda, nella sala d’aspetto, d’ora in poi, respiro, sento quel che succede nel mio corpo. Visto che non posso «fare» qualcosa, posso «essere»: essere lì, essere quello che sono…

Posso fare della mia consapevolezza qualcosa di diverso dall’irritarmi per l’attesa (per esempio se le mie mail arrivano lentamente o se la mia pagina Internet tarda a caricarsi). Certo l’impazienza degli occidentali è stata un fattore di progresso (anche se…). Ma quei progressi sono stati più veloci della nostra saggezza, e hanno finito per prevalere su di noi, rendendoci schiavi. Liberiamoci dalle nostre impazienze inutili. E conserviamo le altre, se ce ne resta qualcuna…

I rimedi omeopatici favoriscono la crescita psicologica e la liberazione della forza vitale

Quella che segue è la traduzione di un estratto del libro Dynamic Medicine: The World According to Homeopathy del Dr. Larry Malerba che come omeopata esperto incoraggia il lettore a riflettere profondamente sulla natura della malattia, sui rischi della medicina convenzionale, sulle strategie di successo per una vera guarigione e offre un esame penetrante di questa arte di guarigione oggi tanto attaccata dalla medicina convenzionale.
Dovrebbe essere ormai chiaro che la medicina ortodossa ha un approccio mirato alla malattia. Si concentra quasi esclusivamente sui problemi fisici più immediati e locali. Cerca di eliminare i sintomi più urgenti presenti sul momento. Promette poco per quanto riguarda la salute generale o il benessere a lungo termine.

Quando una persona con una colecisti infiammata richiede una cura ortodossa, i medici hanno solo l’aspettativa che la chirurgia rimuoverà il paziente dal pericolo immediato. Non vi è alcuna considerazione per le implicazioni a lungo termine.

Non è raro che un tale paziente continui a lamentare problemi digestivi, anche dopo l’intervento.

Anche se il paziente si lamenta di stanchezza, diarrea e irritabilità, questi problemi sono di scarso interesse per il chirurgo che considera il lavoro finito una volta che la cistifellea è stata rimossa e il paziente non è più in pericolo immediato.

Ecco il Decreto per i Vaccini Forzati!

 
Come era prevedibile, la demenziale querelle sulle vaccinazioni forzate si è intrufolata in un decreto del consiglio dei ministri. Con un paese da governare che va a rotoli, la stretta vaccinatoria appare ridicola ed ignobile, quasi una presa in giro. Hanno mietuto più vittime la crisi finanziaria indotta (quanti suicidi ci nascondono?) o l’inquinamento intenzionale (e non) che i virus. Di che stiamo parlando? 
 
Uno stato che si preoccupa della salute dei suoi sudditi è impensabile se non dietro tornaconto e, come ho già scritto, a mio parere il tornaconto questa volta è da ricercarsi a livello eterico. Sia come sia, pur di iniettare veleni neurotossici agli infanti italiani le provano tutte
 
Inutile dire come questa disposizione sia inaccettabile ed illegale, contraria ai più basilari diritti dell'uomo. Che dire infine dei milioni di deportati africani? Sono stati vaccinati? Le vaccinazioni verranno estese anche a loro oppure sono solo per l’uomo bianco? La notizia:

Obbligo vaccini nelle scuole: "assurdo e anacronistico"


Se il Governo varerà una legge nazionale che impone la vaccinazione come requisito per la frequentazione di asili e scuole, lo stesso principio dovrà essere applicato a chiese, parchi, palestre e qualsiasi altro luogo di aggregazione. È quanto afferma il Codacons, commentando le ultime dichiarazioni del Ministro Lorenzin.

“Francamente non si capisce il principio che porta il Ministero della salute e alcune regioni a ritenere necessaria la vaccinazione solo per l’accesso alle scuole, quando esistono numerosi altri luoghi pubblici che possono rappresentare un rischio sul fronte sanitario e dei contagi di malattie – spiega il presidente Carlo Rienzi – Se lo scopo è infatti quello di tutelare la salute pubblica, allora il divieto di ingresso per i non vaccinati deve valere anche per chiese, parchi, ristoranti, palestre, bar, ecc.  Un bambino non vaccinato, ad esempio, potrebbe essere escluso da un istituto scolastico ma continuare ad essere in contatto con altri bambini nelle chiese o in un parco giochi”.

“Tale possibilità dimostra in modo inconfutabile l’assurdità dell’obbligo su cui sta lavorando il Ministero, che si tradurrà nell’ennesimo regalo alle case farmaceutiche” – conclude ironico Rienzi.

I politici brasiliani fanno pressione per la chiusura del FUNAI

Imponenti proteste indigene a Brasilia, aprile 2017

Un’inchiesta istituita dai parlamentari brasiliani che rappresentano gli interessi dei grandi allevatori e dei grandi agricoltori ha appena pubblicato un rapporto in cui si chiede la chiusura del FUNAI, il Dipartimento agli Affari Indiani.

Le conclusioni del rapporto sono state accolte con indignazione e incredulità sia in Brasile che fuori.
Uccidere il FUNAI equivale a uccidere noi, i popoli indigeni” ha affermato Francisco Runja, un portavoce Kaingang. “Il FUNAI è un’istituzione cruciale per noi, per la nostra sopravvivenza, per la nostra resistenza, ed è una garanzia per la demarcazione dei nostri territori ancestrali.
Il rapporto attacca i leader indigeni, gli antropologi, i pubblici ministeri e le ONG, tra cui Survival International.

Sostiene che il FUNAI sia diventato “ostaggio di interessi esterni” e chiede che decine dei suoi funzionari vengano perseguiti per aver appoggiato quelle che definisce “demarcazioni illegali” dei territori indigeni.

“Governare col caos”. Per Sion e Neocon, una necessità.


Nel quadro di “governare per mezzo del caos”, Lucien Cerise racconta una strategia di ingegneria  sociale adottata da Israele. Magari alcuni lettori più addentro lo sanno; io non la conoscevo.
Da anni si osserva un gran lavoro di fondo per far divenire pro-israeliana l’estrema sinistra. Parte da lontano, sembra improbabile, ma il cambiamento avviene a poco a poco. Gli agenti d’influenza si guardano bene dal militare esplicitamente CONTRO la causa palestinese, puzzerebbe troppo; ma li si mette a militare a fondo PER la causa degli omosessuali e transex. Al dunque, in caso di scontro terminale, quando la sinistra  progressista [quella indistinguibile dalle Spice Girls] dovrà scegliere un campo definitivo tra i barbuti Hezbollah e la sfilata gay-pride di Tel Aviv, sceglierà questa”.

Donald Trump : l'”utile idiota” della Monarchia Saudita

Trump a Rijad insignito di collana oro massiccio 

Se una cosa era evidente in tutto il contesto Medio Orientale di questi ultimi anni è il fatto che l’Arabia Saudita porta le principali responsabilità della diffusione del terrorismo di marca wahabita/salafita, lo stesso praticato dai gruppi che operano in una quantità di paesi del Medio Oriente e dell’Asia Centrale. 

Dall’Arabia Saudita arrivano i finanziamenti ai gruppi terroristi che peraltro si ispirano esattamente all’ideologia a sfondo religioso che Rijad si sforza di diffondere come principale confessione prevalente nel mondo sunnita. Un fatto accertato da numerose inchieste fatte anche da istituti di ricerca negli USA ed in Gran Bretagna e mai smentiti. Vedi: The Real Largest State Sponsor Of Terrorism

Non è un mistero che l’Arabia Saudita, con il supporto dei suoi alleati delle monarchie petrolifere del Golfo (Qatar in testa), miri a raggiungere, grazie alle enormi risorse finanziarie di cui dispone, la leadership nel mondo arabo, mettendo in posizione subalterna tutti gli altri paesi arabi sunniti e operando per destabilizzare quei paesi che hanno al Governo esponenti di ideologia o confessione diversa da quella professata a Rijad.

Libia, gli alleati dell’Italia compiono una strage


Mentre questo Sito viene aggredito e insultato da fogne mediatiche come Huffington Post e Vice, che propagandano l’accoglienza a 90 gradi verso i profughi creati dalle guerre celebrate, invocate e salutate dai su medesimi siti di disinformazione imperialista (Left, Vice, Huffington Post e altra spazzatura), in Libia, il 18 maggio, bande armate composte dai miliziani armati dal governo Renzi-Gentiloni e dai terroristi di al-Qaida, che diverse ONG italiane definiscono ‘umanitari numero uno‘, uccidevano, decapitavano e bruciavano vive 150 persone nell’aeroporto libico di Baraq al-Shati. 

Ovvio il sonoro silenzio del sistema merdiatico italiano. SitoAurora è l’unico sito a riferire in Italia di questo massacro commesso dagli alleati dei servizi segreti italiani e della Farnesina in Libia, ovvero al-Qaida e la fratellanza mussulmana turcofila di Misurata, dove l’esercito italiano ha posto la propria base operativa libica.

Il 17 marzo, la sede di Saraj presso la base navale di Abu Sita, veniva attaccata da sconosciuti, mentre a Misurata i seguaci di Salah Badhi e Qalifa Gwal attaccavano la TV e la radio locale, venendo respinti. Contemporaneamente Saraj era Roma per discutere con il Gruppo di Contatto per il Mediterraneo Centrale che riunisce UE, Alto Commissariato ONU per i Rifugiati e Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (organismo logistico dei mercenari islamisti).