venerdì 26 agosto 2016

La malattia come fonte di guadagno

 
Oggi voglio parlarvi della malattia e di come le case farmaceutiche sono riuscite a fare, dello stato di disagio dell'individuo, una forma di business altamente produttiva. Al di là del fatto che la malattia non è un fenomeno a sè stante ma, soltanto, un effetto noto di una causa, apparentemente, ignota, più che di malattia, io amo parlare, come già anticipato dal Dott. Oliviero nel suo libro, di BENATTIA.

Francamente, dopo anni di lavori e di studi sulla persona (su di Me in primo luogo ma, anche, sui miei clienti), ho avuto modo di scoprire come la gente sia brava ad ammalarsi e a morire invece di godere della vita e di ciò che essa può offrire ad ogni individuo. Einstein ebbe modo di dire che la gente comune sfrutta solo il 15% delle potenzialità totali del proprio cervello. Il resto percentuale, e cioè l'85%, lo usa per farsi del male.

Molte persone ancora credono nella favola della genetica, troppe muoiono ancora per essere fedeli a ciò che disse un semplice naturalista corrispondente al nome di Charles Darwin. Da allora, gente come Bruce Lipton ha avuto modo di confutare e dimostrare la falsità, su basi scientifiche, di queste affermazioni. Se, quanto scoperto da Darwin, andava bene nel 1800, oggi la realtà è diversa.

La gente, come i VERI studiosi di genetica, cerca la verità al di là delle teorie. Come dire? Certezze al posto di belle parole (non sempre belle, a volte sono pure complicate!). Dando per scontato il fatto che l'alterazione a livello genetico avviene a seguito di un'errata codificazione, da parte del cervello, degli stimoli ambientali, da ciò si evince come sia facile prevenire la malattia attraverso un approccio diverso, e meno stressante, alla vita quotidiana da parte del soggetto che interagisce con l'ambiente che lo circonda.

La tradizione non-duale (Éric Baret)


“Non si può dire che cos’è il silenzio. Ma si può dire che il silenzio è ciò che vogliamo profondamente, ciò di cui abbiamo nostalgia. Il nostro tentativo di ottenere questo o quello, non è, di fatto, che una nostalgia di questo silenzio. Tutti i desideri sono una nostalgia dell’assenza di desiderio. 

Su di un piano relativo, il silenzio mentale non è che un riflesso del vero silenzio. La mente può essere attiva e il vero silenzio vissuto; la mente può essere silenziosa ed il vero silenzio essere sconosciuto. Il silenzio mentale, il silenzio del mondo non è qualcosa che si debba ricercare. Come una porta, il silenzio mentale si apre su qualcosa, ma non è la porta che si cerca. Quello su cui si apre, non è una donna, nè un’auto rossa, e nemmeno il silenzio o la gioia: non ci sono parole!

Non proviene nè dall’inattività nè dall’attività mentale, ma è un presentimento che si riflette in una mente tranquilla. La mente tranquilla non crea il silenzio, vi si rende disponibile, e l’estasi che riceve dalla sua identità la riempie più di ogni altro oggetto. Poiché è difficile presentire questo riflesso in una mente agitata, si può dire in certi momenti che è appropriato lasciare che il corpo e la mente diventino disponibili. Non è necessario, ma può imporsi senza che alcuna intenzione di appropriazione partecipi a questo studio della disponibilità corporea e mentale.

Una mente silenziosa


Volere una mente silenziosa proviene dalla mente, dalla memoria; sorge dall’intuizione che il silenzio è ciò che ci è più naturale.

Sappiamo intuitivamente che il silenzio è presente, grazie alla nostra memoria di un tempo nell’infanzia in cui vedevamo il mondo attraverso occhi silenziosi senza giudizi, quindi senza la sensazione di essere separati da ciò che era visto. A volte non c’era un me e una cosa vista, solo l’Uno.

Questa memoria, che fa sorgere il desiderio di essere in silenzio, di essere silenzio stesso, proviene dal fatto che intuitivamente sappiamo che il silenzio è là dove la mente, nei nostri primi anni, si ritirava, dopo aver fatto il lavoro che era necessario al momento. Il silenzio è ciò che intuitivamente sappiamo di essere.

L’effetto Maharishi, prove scientifiche della massa critica e dei suoi effetti sulla realtà


Molti esperimenti scientifici recenti confermano sempre più profondamente le ipotesi secondo cui la mente dell’uomo può avere un effetto determinante sulla realtà che lo circonda. Il diffondersi di discipline quali lo yoga e la meditazione nel mondo occidentale, attira e spinge sempre più scienziati, medici, biologi e fisici ad indagare con mezzi tecnici le verità trasmesse dai più antichi testi sacri indiani e dalle scuole indiane di yoga. La mente ha il potere di trasformare la realtà. Un sapere antico, un sapere forse nascosto e occultato, riscoperto dagli studi della meccanica quantistica all’inizio del secolo scorso.

Il modo con cui i fisici guardano la realtà è mutato, cambiato completamente. Si può ben dire che, con l’avvento della meccanica quantistica, sia avvenuta una rivoluzione copernicana all’interno del pensiero filosofico occidentale. Per altre strade, per altre vie ci stiamo ricongiungendo con gli insegnamenti degli antichi rishi.

Tuttavia la scienza necessita di prove, concretezza, di verifiche sperimentali, il che ci ha portato come per magia, ad avere già numerose conferme sperimentali nel campo della coscienza e dei suoi effetti sulla “realtà”.

Nel 1970 Herbert Benson e Robert Wallace, medici dell’università di Harvard, iniziarono i loro studi sulle conseguenze e sugli effetti della meditazione sul del cervello. Concentrarono i loro studi sulla MT (Meditazione Trascendentale, insegnata da Maharishi Mahesh Yogi) ottenendo misure concrete della diminuzione dell’ansia e dello stress nelle persone che praticavano regolarmente la MT.

Al bivio... per la consapevolezza


"l'ARROGANTE emanò da se una grande forza, dall'aspetto di un leone;
dalla sua materia emanò una quantità di altre emanazioni materiali molto vigorose e le inviò nei luoghi inferiori, nelle parti del CAOS, affinché insidiassero Pistis Sophia (la divina Saggezza-Potere) e le togliessero la sua forza, poiché lei aveva pensato di andare verso l'alto, al di sopra di tutti loro...
 

l'Arrogante perseguitava Sophia nel tredicesimo Eone, affinché guardasse verso le parti inferiori e vedendo in quel luogo, la di lui forza luminosa dall'aspetto di LEONE, la bramasse, andasse in quel luogo e le fosse cosi tolta la sua LUCE ... 

Lei dunque guardò in basso e, nelle parti inferiori, vide la forza luminosa di lui:
lei ignorava che questa (forza di luce), era del Dotato di Triplice Forza, dell'ARROGANTE; pensava che provenisse dalla luce vista in ALTO, che provenisse dal velo del tesoro della LUCE.
 

Pensava :
voglio andare in quel luogo senza il mio compagno, prendere la luce e crearmi degli Eoni luminosi per essere in condizione di recarmi alla luce delle LUCI, nell'Altezza delle Altezze.
Con questo pensiero uscì dal suo luogo, cioè dal tredicesimo Eone, e discese al dodicesimo Eone.
Gli Arconti degli Eoni la seguirono adirati..."
Brani tratti da PISTIS SOPHIA, Vangelo gnostico, scritto in lingua Copta (3.secolo D.C). Una versione del testo fu trovata a Londra nel 1772 dal medico e bibliofilo Anthony Askew. Nel 1775 fu acquistato dal British Museum dove tutt'ora è conservato.

Con il termine EONE, nella teologia ci si riferisce alle emanazioni della Monade, del Dio unico primordiale (Aion Teleos, l'eone perfetto); nella geologia con tale termine si misurano le varie scale dei Tempi, in cui avvengono variazioni drastiche nella storia degli esseri viventi.

Questo testo gnostico dà un idea di come nella nostra dimensione terrestre, si viva nel dualismo, tra il bene e il male, il caldo e freddo etc etc; dà l'idea di come anche la Sophia, la Saggezza, sia stata abbagliata dalla bellezza della Luce del Leone, animale forte e vigoroso, e di come esseri astrali non proprio benevoli, detti Arconti, abbiamo il dominio sulla dimensione terrestre, quella più bassa, cioè la nostra.

Soldi soldissimi

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A partire dal 30 giugno scorso, le 200 aziende farmaceutiche aderenti all’Associazione delle imprese del farmaco, hanno iniziato a “svelare” i loro rapporti economici con professionisti, operatori, organizzazioni sanitarie, società scientifiche, strutture sanitarie pubbliche e private, università, associazioni dei malati e soggetti privati in cerca di quattrini e notorietà.

Tutto questo grazie all’entrata in scena del Codice europeo sulla trasparenza, altrimenti detto Disclosure Code, cui hanno aderito le aziende di oltre 30 Paesi.

Anche l’Italia si è quindi adeguata ufficialmente al codice di trasparenza della Federazione Europea delle Industrie Farmaceutiche [EFPIA], che prevede la pubblicazione online, sui siti web delle singole aziende aderenti a Farmindustria, delle somme elargite ai medici per partecipare a corsi di formazione e aggiornamento, partecipazioni a congressi, ma anche consulenze, progetti di ricerca e promozione vendite.

Dalle prime analisi sembra sia stato raggiunto l’obiettivo del 70% dei medici che hanno dato il proprio consenso alla pubblicazione dei dati. Tuttavia, è davvero singolare come, quasi in contemporanea con questo provvedimento, molte aziende aderenti a Farmindustria hanno deciso di sospendere da quest’anno i pagamenti ad operatori sanitari che parlano di farmaci o vaccini a soggetti che possano prescriverli o influenzarne la prescrizione. Ovvero, si è trovato il modo di nascondere moltissima polvere sotto il tappeto.

Lo Stato (purtroppo) c'è



'Lo Stato c'è'...questo il mantra dei media di regime all’indomani del sisma occorso nel centro Italia. In realtà la salvezza dei nostri connazionali imprigionati dalle macerie è avvenuta soprattutto ad opera delle maestranze locali, dei Vigili del Fuoco e delle forze dell’ordine locali. A cosa serve quindi la Protezione Civile? A cosa servono le patinate sale d’emergenza, zeppe di computer e megaschermi nella Capitale quando è lo scavare a mani nude, con le lacrime che si fondono al sudore, a salvare le vite umane? A cosa serve la protezione civile se non esiste la prevenzione e se già esistono i Vigili del Fuoco? Quanto costa la Protezione Civile? Non sarebbe meglio impiegare quei soldi per potenziare l’efficiente corpo dei Vigili del Fuoco?

Psy…Ops! Quando la guerra si fa con le parole.

 

Dal Grande Fratello orwelliano alla guerra psicologica


...E’ davvero incredibile come Orwell sia riuscito ad avere, già nel 1948, una visione talmente netta e dettagliata di quella realtà – massmediatica prima ed informatica poi – dalla quale milioni di esseri umani sarebbero stati sempre più condizionati, se non asserviti del tutto, grazie ad una sottile revisione del pensiero e dell’espressione linguistica, che lo veicola e ne è l’ovvio interfaccia.

Mi sono ricordato allora di un mio vecchio scritto – datato non a caso 1984…- nel quale analizzavo questa manipolazione logica (“Bispensiero/Doublethink”) e linguistica (“Neolingua/ Newspeak”), suggerendo anche una strategia per opporsi, nonviolentemente, ad entrambi. Ecco uno dei brani del romanzo che citavo:
“Se si vuole comandare e persistere nell’azione di comando, bisogna anche essere capaci di manovrare e dirigere il senso della realtà… […] Bispensiero sta a significare la capacità di condividere simultaneamente due opinioni palesemente contraddittorie ed accettarle entrambe […] La Neolingua era intesa non ad estendere ma a diminuire la possibilità di pensiero; si veniva incontro a questo fine, indirettamente, col ridurre al minimo la scelta delle parole…”  (questa e le successive citazioni erano tratte dall’ediz. italiana, Milano, Mondadori,1983).
Rileggere, oggi, questi brani del romanzo orwelliano fa venire i brividi. Come non restare  stupiti, poi, di fronte alla constatazione che questi due processi di “addomesticamento” e massificazione del pensiero e del linguaggio, mediante un’accurata programmazione della mente umana, erano stati previsti dall’autore intimamente legati all’uso delle tecnologie informatiche?

Cambio di strategia USA: Invadere la Siria e “mettere in guardia” la Russia

Ribelli moderati addestrati dalla CIA

Martedì 23 agosto - Il governo degli Stati Uniti – che esige il rovesciamento del governo internazionalmente riconosciuto e legale della Siria – ha annunciato ufficialmente che le forze militari americane in Siria continueranno a occupare territorio siriano, non importa quello che dica il governo siriano, e abbattere eventuali aerei siriani che sorvolino al di  sopra delle forze Usa colà posizionate.

Come riportato il Lunedì da Al-Masdar Notizie:

Il Pentagono ha annunciato che gli Stati Uniti sono pronti ad abbattere gli aerei siriani e russi che i consiglieri americani ritengono costituiscano una minaccia per le loro truppe che illegalmente, contro il diritto internazionale, operano nel nord della Siria.

Venerdì scorso, il portavoce del Pentagono capitano Jeff Davis ha affermato che i jet americani hanno tentato di intercettare gli aerei siriani allo scopo di proteggere i consiglieri militari americani che operano illegalmente con le forze curde in Siria, dopo che questi jet del governo siriano avevano bombardato nelle aree di Hasakah, quando le formazioni curde avevano iniziato un’aggressione contro la Forza Nazionale di Difesa siriana.

La Turchia invade il Nord della Siria, la verità sul “golpe” turco

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Il conflitto in Siria s’intensifica in un nuovo pericoloso territorio mentre forze militari turche attraversano il confine turco-siriano nel tentativo di annettere la città siriana di Jarabulus. 

L’operazione include non solo forze militari turche, ma anche schiere di terroristi filo-occidentali, che probabilmente avranno il controllo della città prima di espandere le operazioni in Siria contro le forze governative siriane. Con l’inizio delle operazioni, volte presumibilmente a togliere la città dai terroristi del cosiddetto Stato islamico per impedire che cada nelle mani delle forze curde appoggiate dagli USA, la mossa di Ankara ha chiarito diverse cose sull’attuale geopolitica del conflitto.

Il golpe “sostenuto dagli Stati Uniti” di luglio probabilmente è stato fabbricato
 
In primo luogo, con gli aerei da guerra degli Stati Uniti che supportano le operazioni turche, la pretesa di Ankara che gli Stati Uniti fossero dietro il tentato golpe di luglio appaiono invenzioni e il colpo di Stato probabilmente era una messa in scena. Il vicepresidente statunitense Joseph Biden compiva una visita ufficiale in Turchia proprio questa settimana, la prima visita di alto profilo di un rappresentante degli Stati Uniti dal tentato colpo di Stato di luglio. Il vicepresidente Biden discuteva di relazioni bilaterali e cooperazione militare tra Stati Uniti e Turchia. L’articolo di Reuters